
tratto
da “Sezione di Plasencis 1958…1993
35°…Compleanno”
disponibile
nell’archivio di Sezione
L’importanza del Sangue nella Storia

Molti popoli
antichi pensavano che il sangue fosse fonte di energia e di vita, ma non conoscevano nessun
mezzo per trasfonderlo da una persona all’altra. Per questo motivo bevevano il sangue degli
animali, ancora caldo, e degli uomini. I barbari bevevano il sangue dei nemici sgozzati. Fino
a pochi anni fa anche alcune persone esaurite e depresse andavano nei macelli per bere il
sangue degli animali uccisi.
Nel 1492 i medici
tentarono, non sappiamo come, una trasfusione di sangue su papa Innocenzo VIII, ma il papa morì
durante l’operazione. Il sangue era stato prelevato da tre bambini che presumibilmente
avevano gruppi sanguigni diversi. Ma a quel tempo, questo………particolare era sconosciuto.
Nel 1615 Andrea
Libavins, di Halle, descriveva un rudimentale apparecchi per trasfusioni. Il primo a
realizzarlo fu Francesco Folli, da Poppi, nel 1654.
Nel 1656 Wren
tentava di trasfondere in animali liquidi vari come latte, vino o birra.
Dal 1667 i
tentativi di trasfusione di sangue furono innumerevoli, ma raramente riuscirono a causa
dell’impossibilità di conoscere e rispettare i gruppi sanguigni. Dopo violentissime
polemiche il tribunale di Parigi proibì ogni genere di trasfusioni.
Malgrado questo
divieto le trasfusioni ripresero con esito vario nel 1796, ma diminuirono di nuovo con la
scoperta di soluzioni fisiologiche.
Solo nel 19000 K.
Landsteiner scopriva i primi tre gruppi sanguigni: A, B, 0. Nel 1902 lo spagnolo Castello
individuava il gruppo AB. Nel 1927 furono scoperti i fattori MN e finalmente nel 1940 il
sistema Rh (da Rhesus, genere di scimmia su cui si studiò).
Durante la
seconda guerra mondiale fu perfezionata la tecnica trasfusionale che oggi è diffusa in tutto
il mondo.
In Italia la prima emoteca fu istituita nel 1936 presso la Clinica Medica di Roma; mentre a Udine il Centro Trasfusionale nacque da un’iniziativa del prof. Venturelli nel 1950.
La nostra sezione
è nata dalla riconoscenza, dalla sensibilità e dall’altruismo di Giordano D’Odorico, suo
fondatore.
Ci racconta: “
Era l’8 agosto 1952 e mia moglie Maria era ricoverata all’ospedale civile di Udine in
attesa di partorire la nostra tredicesima ed ultima figlia Dolores.
Per sopraggiunte
complicazioni è stato necessario somministrarle un flacone di sangue che l’ha subito
rianimata ed il parto è andato bene. La levatrice Piccoli poi mi ha spiegato che il sangue
prestato doveva essere restituito, allora…” racconta sempre Giordano “…mi diedi
immediatamente da fare per trovare due persone in grado di donare sangue. Assieme ad Alvise
Uliana ed a Giuseppe Vantussi mi recai in Ospedale a fare il mio dovere e mi iscrissi subito
come donatore.”
Tutto questo era
sufficiente per sdebitarsi ma a Giordano non bastava, perché ormai aveva capito quanto
importante e determinante fosse il dono del sangue e quante persone si potevano salvare.
Così continua:
“M’informai dal dott. Rinaldi e dal dott. Molaro dell’AFDS di Udine sulle modalità per
istituire una nuova sezione nel nostro comune. Erano necessari almeno dieci donatori: allora
io, alla sera dopo il lavoro, cominciai a fare il giro delle case di Plasencis, di San Marco e
di Savalons per chiedere adesioni, e andai dai parroci perché contribuissero a sensibilizzare
la gente sul dono del sangue”.
Contemporaneamente,
per alcuni anni D’Odorico fu il punto di riferimento dell’Ospedale Civile.
Ricorda: “Ogni
qualvolta avevano bisogno di sangue universale prima, e di un determinato tipo più avanti, lo
richiedevano inviandomi una lettera, ed io partivo per i paesi con il mio motorino a chiedere
chi era disponibile e lo invitavo a presentarsi a Udine per donare”.
Così funzionava
la donazione.
Nel 1958, sempre
per interessamento di Giordano, ben venti persone erano disposte a donare sangue, perciò i
tempi erano maturi per istituire la nuova sezione.
Fu il sindaco
Eligio Bertolissi a suggerire di chiamarla “di Plasencis” perché la maggioranza dei soci
fondatori era di Plasencis.
L’inaugurazione
si tenne il 10 agosto 1958.
Da allora, per
lunghi anni Giordano ha aiutato concretamente tutti quelli che avevano bisogno di sangue e la
sezione di Plasencis si è aperta a tutte le persone di buona volontà.
Lentamente i
donatori cominciarono ad aumentare da Pantianicco, da Tomba e da Mereto fino a raggiungere gli
oltre seicento iscritti totali attuali
Da ricordare che
Giordano, emigrante in Germania per otto lunghi anni par mantenere la numerosa famiglia, donò
sangue sistematicamente anche nel paese ospitante, 420 g alla volta.
Al compianto Giordano va tutta la nostra riconoscenza come donatori, come cittadini del comune in cui si identifica la sezione e come persone.
I Presidenti

Vittoriano Toppano
Noè Furlano
Luigi Brotto
Giordano D’Odorico
Il
Labaro della sezione di Plasencis è stato premiato per ben quattro volte dal Centro
Trasfusionale e due volte dal Comune di Mereto con altrettante medaglie d’oro.
Le Foto

clicca sulle foto per allargarle
una
premiazione alla Festa del Donatore dello scorso anno (10 Settembre 2000) Tomba di
Mereto (in 1° piano il Presidente e la Donatrice Miriam Casasola Mestroni).
lo
scambio di doni tra le Sezioni gemellate di Ca’ degli Oppi e Plasencis alla Festa del
Donatore
dello scorso anno (10 Settembre 2000) Tomba di Mereto (in 1° piano i Presidenti e un
Consigliere di Ca’degli Oppi).
In
piazza a Mereto (circa 1960).
Di
fianco alla chiesa di Plasencis (anni ‘80).
Davanti
al monumento ai caduti di Pantianicco (anni ‘80) (in 1° piano con la corone di alloro: il
Donatore Giovanni Baldon, il Consigliere Vittoriano Toppano (ora Presidente); a
sinistra: il
Professor Renzo Peressoni, il Presidente Noè Furlano e l’Onorevole Maria Piccoli).
Sul
sagrato della chiesa di Tomba (anni ‘80) (in 1° piano da sinistra: il Presidente Germano
Machiotto, il Consigliere di Ca’degli Oppi Giulietto Perazzani (ora Presidente) e il
Presidente
Noè Furlano).
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